Lo devo ammettere, i pensieri migliori fluiscono con il fluire di alcolici.
Così, una sera non troppo particolare nella sua fattispecie mi sono ritrovato a riflettere, ad alta voce, con un paio di amici ed amiche sulla nostra missione.
Ho cominciato partendo dal fatto che in questo disastro che è il mondo, c’è un ordine incredibile.
Siamo ormai tutti al corrente della magia che circonda ogni cosa, la sezione aurea che seguono nella loro crescita le piante, ( https://www.youtube.com/watch?v=CI_a7LZl4p8 ) i pattern di sabbia che creano determinate vibrazioni trasmesse su di una piastra ( https://www.youtube.com/watch?v=43si5U07DEY ) e vari esperimenti visivi che danno alla realtà di tutti i giorni quel pizzico di romanticismo che a volte manca.
Da qui a citare il Kybalion, con il suo Tutto è il Tutto e anche il nulla fa parte del Tutto, perchè se il Tutto è Tutto non può esserci altro, oltre di esso e quindi al secondo bicchiere siamo già pronti per addentrarci verso un pensiero logico-razionale, sull’irrazionalità dell’esistenza, ovvero:
Essendo noi parte di questa magia o di questo incantesimo, di questa incomprensibile e misteriosa vita terrestre, ed essendo nel Tutto, noi stessi siamo il Tutto.
Smettiamola di assecondare questa visione distruttiva e nichilista dell’uomo.
Per quanto ne sappiamo, siamo gli esseri più sviluppati del pianeta, e se lo siamo magari è perchè dovevamo farne qualcosa, non perchè siamo dei fortunelli.
E’ evidente però un problema, non siamo venuti al mondo con un fogliettino appeso al collo o una lettera di raccomandazioni, quindi non sappiamo granchè.
Sappiamo uno storia raccontata a metà, da una parte dei libri rinvenuti che è stata pubblicata, dopo essere stata ritoccata negli anni una quantità di volte impronosticabile, insomma.. Facciamo prima ad andare a intuito, no?
Terzo bicchiere.
Immagina che sei un essere celeste.
Immagina che vedi un pianeta azzurro e vuoi saltarci dentro.
Sicuramente intellettualmente sei un pochino più avanzato rispetto a me che sto scrivendo qui, se sei capace di buttarti in un altro pianeta. (immagina)
Probabilmente, dico.. probabilmente, siccome non sei il primo che si vuole buttare avrai un anziano a cui rivolgerti, c’è sempre un’anziano.
Magari sai anche che quando ti butti, il salto quantico dimensionale ti priva della coscienza collettiva e ti scollega dalla memoria.
Quindi magari hai studiato un piano?
Un piano per incontrare le persone giuste, per fare le esperienze che desideravi fare, e compiere le missioni che desideravi.
Come fare a riconoscerlo?
La società ci ha insegnato a distrarci, ci occupa la mente con altre necessità, ambizioni fittizie, obiettivi che non ci appartengono.
Seguire l’istinto, è nuovamente la via.
Dimenticare il peso che la società vuole farti percepire, sentirti nel profondo e cercare in ogni persona che incontri, te stesso che ti parla, attraverso di essi.
Avere fiducia nel fatto che hai voluto essere lì, hai voluto scegliere quella strada, quel taxi, quel locale, quel lavoro, quella donna, quell’amico, quella passione, quella famiglia.
Ti sta indicando qualcosa.
Cosa?
Il motivo, per cui ti sei Messo al mondo.

Dopo il quarto bicchiere mi hanno detto che questi pensieri li aveva già maturati un certo James Hillman nel libro il codice dell’anima.
Così l’ho letto.


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